AI-tiivistelmä lähteineen · 3 min · vuoden 2027 kisa
La bici a Ruidoso: 90 km dove l'andata ti illude e il ritorno presenta il conto
Out-and-back verso Hondo con discesa veloce all'andata e salita costante in quota al ritorno: ecco come non bruciare la gara nei primi 45 km.
Il percorso in due parole
90 km out-and-back, dislivello dichiarato 942 m sulla pagina ufficiale. Attenzione: i GPS di diversi atleti nel 2026 hanno registrato fino a ~1.065 m, e altre fonti riportano valori diversi. Il dato esatto è controverso, ma il messaggio è uno solo: non è un percorso da cronometro puro. E tutto si svolge tra 1.950 e 2.350 metri di quota.
Si parte dal lago con una discesa veloce di quasi 3 km, dove si superano facilmente i 48 km/h. Poi highway a 4 corsie e strada di campagna, in graduale discesa fino al giro di boa verso Hondo, circa a metà gara. Da lì si torna: salita costante, un lungo falsopiano in salita, fino alla zona cambio.
L'andata: la trappola
Il problema di questo percorso è psicologico. All'andata vai forte con poca fatica: aria sottile che aiuta la velocità, pendenza a favore, gambe fresche. I numeri sul ciclocomputer sono lusinghieri. È esattamente qui che si perde la gara.
Chi brucia watt nei primi 45 km paga il conto al ritorno, in salita, in quota, con la corsa ancora davanti. I race report del 2026 lo confermano: la salita di ritorno punisce chi ha esagerato. Regola pratica: all'andata tieni i watt sotto il tuo target da 70.3 standard, non sopra. La velocità verrà da sola.
Il ritorno: mezza gara in salita
Il ritorno è una salita costante per circa metà percorso. Non ci sono muri, ma non molla mai. A 2.000 metri la stessa potenza costa di più in termini di percezione e frequenza cardiaca: i consigli ufficiali per le gare in quota dicono chiaro di ridurre i target di potenza e gareggiare a sensazione, non a numeri del livello del mare.
Cosa fare: spezza il ritorno in sezioni mentali, alimentati con regolarità (in quota e con aria secca si disidrata di più senza accorgersene) e tieni un rapporto agile. Meglio una cadenza alta su un falsopiano lungo che macinare rapportoni.
Sicurezza e traffico di gara
Due segnalazioni concrete dai report 2026:
- Cavalli selvatici e deiezioni sulla strada. Non è folklore: in discesa a oltre 45 km/h una deiezione o un animale a bordo strada sono un rischio reale. Sguardo lungo, soprattutto nella discesa iniziale dal lago.
- Giro di boa congestionato. Nel 2026 la zona del turnaround era affollata. Rallenta prima, non frenare all'ultimo, e riparti progressivo.
Cosa decidere prima della gara
1. Test del pacing. In allenamento, simula l'asimmetria: 90' leggermente sotto soglia gara in falsopiano a favore, poi 90' in salita costante al target. Se crolli nella seconda parte, il tuo target è troppo alto. 2. Rapporti. Non servono rapporti da salita alpina, ma un 11-30 o simile dietro dà margine sul falsopiano di ritorno quando le gambe sono stanche e l'ossigeno manca. Informazioni ufficiali sui rapporti consigliati non sono disponibili: decidi sulla base del tuo FTP e del dislivello. 3. Piano quota. Se non puoi acclimatarti con giorni di anticipo, taglia ulteriormente i watt. Il consiglio ufficiale per le gare in quota è arrivare il prima possibile: anche 3-5 giorni fanno differenza percepita. 4. Idratazione. Parti con borracce piene e bevi fin dai primi chilometri: l'aria secca d'alta quota disidrata più del caldo.
Ricorda infine un dettaglio logistico che cambia la tua uscita dalla T1: nel 2026 c'era una grande scalinata di legno all'uscita del cambio e una strada ripida fino alla mount line. Guardala il giorno prima e decidi dove salire in sella senza fare acrobazie.