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Lanzarote · 2027-05-15 · 3 min lukuaika

Lanzarote, 194 giorni al via: la full che si decide in sella

Il 15 maggio 2027 (data da confermare) torna la gara più dura del lotto: 180 km di bici con 2.550 m di dislivello e alisei a 30-50 km/h, prima di una maratona piatta sotto il sole.

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Perché è speciale

Lanzarote è la full che non assomiglia a nessun'altra. Si parte dall'Atlantico di Playa Grande: 3,8 km in due giri con uscita australiana, acqua a 18-20 °C, muta quasi sempre ammessa. Poi il piatto forte: 180 km in un giro unico con circa 2.550 m di dislivello e vento costante tra i 30 e i 50 km/h. Chiude una maratona di 42,2 km su tre giri di lungomare, piatta sulla carta ma esposta a sole forte e aria tra 22 e 30 °C, con pochissima ombra. Tempo limite: 17 ore totali, 2:20 per il nuoto. La data del 15 maggio 2027 non è ancora confermata: mancano 194 giorni.

Cosa decide la gara

La bici. Non è solo il dislivello: è la combinazione di salite e vento. Chi spinge troppo nel primo terzo, con il vento a favore, paga il conto al nord dell'isola, dove gli alisei girano contro. Il riferimento è tenere il 70-75% dell'FTP nei tratti favorevoli e accettare di andare piano dove il vento picchia. Conta anche la guida: posizione aero in salita controvento, controllo del mezzo con raffiche laterali. Occhio alle ruote alte.

La corsa è piatta ma ingannevole: caldo secco, sole fino al tardo pomeriggio, zero riparo. Chi arriva dalla bici disidratato non recupera più. Il piano nutrizionale parla chiaro: 80-90 g/h di carboidrati in sella, sodio alto, borracce secondo il piano dei ristori e non secondo la sete.

Cosa raccontano gli atleti

I post pubblici dall'ultima edizione descrivono una gara estrema anche per i professionisti. @ironmaneurope segnala una giornata da record: terza vittoria sull'isola per Lucy Charles-Barclay, record del percorso bici e assoluto per Sam Laidlow, record della frazione di corsa per Patrick Lange, secondo tra gli uomini. @objtriatlon sottolinea la maratona di Lange, chiusa in 2h33' con caldo estremo dopo una bici a 38 km/h di media. @tripollathlete riporta 13 ritiri nell'ultima edizione: 2 donne e 11 uomini.

Tra gli age-group il tono è diverso ma coerente. @paolomorosini racconta di essersi commosso dopo la prima ora di corsa, capendo che avrebbe finito la sua prima full proprio sulla gara più dura del circuito. @ester__jane descrive una giornata durissima ma goduta dall'inizio alla fine, chiusa in 14h12', al secondo anno consecutivo sull'isola. @ironwomanfit_ parla di un sesto full vissuto con le emozioni della prima volta, chiuso con la vittoria di categoria. Il filo comune: qui finire è già un risultato.

Il countdown: cosa fare adesso

Con più di sei mesi davanti, la priorità è duplice. Uno: allenarsi con vento vero, uscite lunghe contro e laterale, anche con ruote basse, cercando i percorsi più esposti. Due: la logistica. È una gara su un'isola piccola e molto richiesta: voli, spedizione bici e alloggio vanno prenotati presto, chi tarda paga di più e dorme lontano. Da marzo in poi: almeno tre corse lunghe a caldo, nuotate in acque fredde con prove di uscita e rientro in spiaggia, e la strategia di raffreddamento testata in allenamento, mai improvvisata in gara.

Cosa porti a casa

  • La bici è la gara: pacing conservativo nel primo terzo (70-75% FTP), rapporti agili per il nord, ruote stabili col vento laterale.
  • Idratazione e carboidrati non negoziabili: 80-90 g/h in sella con sodio alto; la maratona piatta si corre con quello che hai messo dentro prima.
  • Prenota ora: isola piccola, domanda alta. Voli, bici e alloggio si decidono mesi prima, non settimane.

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