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Synthèse IA avec sources · 3 min · édition 2027

La bici a Poreč: 90 km ondulati, watt costanti e occhio a Funtana

Andata-ritorno su strade chiuse tra vigneti e uliveti: veloce sulla carta, ma dislivello incerto e asfalto rovinato in un tratto chiave.

Il quadro generale

90 km andata-ritorno su strade completamente chiuse al traffico, con un tratto in superstrada. Si pedala nell'entroterra istriano tra vigneti e uliveti, con tre ristori lungo il percorso. Nessuna salita importante: il profilo è un susseguirsi di ondulazioni e falsopiani lunghi. Sulla carta è una bici veloce. Ma due variabili meritano attenzione: il dislivello reale e l'asfalto nella zona di Funtana.

Il dislivello: le fonti non sono d'accordo

Diciamolo subito: i numeri ballano. Il dato ufficiale della scheda percorso è 680 m D+. Il sommario della pagina gara riporta 750 m. I report degli atleti parlano di oltre 650 m. Un profilo più datato, pubblicato da PJAMM, arriva intorno ai 1.000 m, con rampa massima attorno al 5,2%. Lo scarto tra 650 e 1.000 m non è un dettaglio: cambia la stima del tempo e la scelta dei rapporti. Cosa fare: tara il pacing sul percorso reale in ricognizione, non solo su un file GPS scaricato. Se la ricognizione non è possibile, costruisci il piano sul valore più alto. Un pacing che regge con 1.000 m di dislivello funziona anche con 680.

Pacing: watt costanti, zero strappi

Con rampa massima intorno al 5,2% e lunghi tratti in falsopiano, questa non è una gara da watt esplosivi. Serve potenza aerobica stabile. Tieni i watt costanti e lascia oscillare la velocità: sui falsopiani la tentazione di spingere per "tenere la media" è il modo più rapido per bruciare la corsa che viene dopo. Il percorso è andata-ritorno: quello che senti all'andata lo ritrovi, ribaltato, al ritorno. Riferimenti di tempo (stime, non dati ufficiali): 3:15 per chiudere da finisher sereno, 2:50 per un obiettivo medio, 2:35 per un tempo veloce, 2:20 per puntare alle prime posizioni di categoria.

Asfalto: memorizza Funtana

I report segnalano asfalto scadente nella zona di Funtana: buche e dossi. Il tratto in superstrada invece è buono. Tre conseguenze pratiche. Primo: pressioni gomme prudenti, non gonfiare al massimo per guadagnare due watt e perdere il controllo sulle buche. Secondo: borraccia e gel ben fissati, perché i dossi li sputano fuori. Terzo: mani salde sul manubrio nel tratto critico. Se fai la ricognizione, memorizza dove sono le buche peggiori: in gara, in mezzo ad altri atleti, le vedrai all'ultimo.

Vento: i fatti scarseggiano

Va detto con onestà: gli indici su vento e velocità della scheda sono giudizi orientativi, i dati concreti sul vento a Poreč a metà ottobre sono scarsi. Su un andata-ritorno vale però la regola di sempre: se trovi vento contro all'andata, non bruciare margine per difendere la media, lo recuperi al ritorno. Se il vento è a favore all'andata, tieni qualcosa in tasca per il rientro.

Traffico in gara

Secondo i report gli atleti risultano ben distribuiti sul percorso: niente trenini ingestibili, traffico in gara gestibile. Le strade completamente chiuse tolgono la variabile auto: puoi usare tutta la carreggiata nelle curve, con giudizio.

Cosa fare adesso

  • Costruisci il piano watt sul dislivello più alto tra quelli riportati, poi correggi dopo la ricognizione.
  • Testa in allenamento 2 ore e mezza a potenza costante su percorso ondulato, seguite da una corsa breve.
  • Scegli pressioni gomme adatte ad asfalto rovinato e verifica che portaborraccia e portagel reggano i dossi.
  • Se arrivi qualche giorno prima, percorri in bici la zona di Funtana e segnati i punti critici.