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Sintesi AI con fonti · 3 min · edizione 2027

La bici del 70.3 di Cascais: 90 km collinari che premiano chi non strappa

771 m di dislivello, una salita lunga ma pedalabile, saliscendi costiero e un giro sul circuito di Estoril: come gestire i watt.

Il quadro generale

90 km in un giro unico, 771 m D+ ufficiali. Sulla carta è un percorso collinare. Nella pratica è un percorso scorrevole che punisce chi lo affronta a strappi. Non ci sono muri: la pendenza media nel tratto principale resta sotto il 2%. La difficoltà non è la salita. È la continuità dello sforzo.

La salita principale: lunga, non dura

La salita chiave è lunga circa 10 km. Non è ripida, salvo due brevi strappi. Si fa con rapporti normali, senza bisogno di cassette da montagna. Il punto è un altro: non è qui che si fa la differenza. Chi la attacca a 20-30 watt sopra la soglia paga sul saliscendi successivo e poi in corsa. Imposta la salita al tuo target di potenza da mezzo, al massimo leggermente sopra, e lascia andare chi sale più forte.

Il saliscendi costiero e gli strappi interni

Dopo la salita arriva il tratto che decide la gara: saliscendi continuo sulla costiera verso Lisbona, più due brevi tratti interni. Qui i cambi di pendenza sono costanti. La regola è una: potenza o sforzo costante, non velocità costante. Spingi uguale in salita e in falsopiano, non rilanciare in cima a ogni dosso. Chi corre a sensazione "di velocità" su questo percorso finisce con un file di potenza a denti di sega e le gambe vuote in T2.

Il passaggio a Estoril

Il percorso include un giro sul circuito motoristico di Estoril. Asfalto perfetto, curve larghe, zero traffico: è il tratto più veloce e più sicuro per stare in posizione aerodinamica. Goditelo, ma non trasformarlo in una cronometro personale: è un passaggio, non un segmento da cacciare.

Vento: il piano B obbligatorio

Nei giorni pre-gara del 2025 è stato segnalato vento forte sulla costa. Non è garantito che torni, ma devi essere pronto. Due azioni concrete:

  • Ruote gestibili: se hai dubbi tra un profilo alto e uno medio, scegli il medio. Una raffica laterale sulla costiera con un 80 mm davanti non è divertente.
  • Prova la presa bassa con raffiche: fai almeno un'uscita in posizione aero con vento laterale prima della gara. Devi sapere come reagisce la tua bici, non scoprirlo al km 40.

Scia e correttezza

Diversi race report del 2025 segnalano gruppi in scia senza moto giuria visibili sul percorso. Due conseguenze pratiche. Primo: corri pulito, a prescindere. Secondo, più importante per il tuo risultato: non farti trascinare. Quando un trenino ti supera, l'istinto è accodarsi o rilanciare. Entrambe le scelte ti portano fuori dai tuoi watt. Lascia andare, guarda il tuo computer, tieni il tuo numero.

Cosa fare prima della gara

  • Se arrivi qualche giorno prima, fai una ricognizione della salita principale: ti toglie l'ansia e ti conferma che è pedalabile.
  • Stabilisci un target di potenza unico per tutta la frazione e due soglie: una massima per gli strappi, una minima per le discese pedalabili.
  • Decidi le ruote in base al meteo della settimana, non in base a cosa è più bello in foto.

La decisione da prendere

Su questo percorso la frazione bici si vince non perdendola. I tempi orientativi vanno da 2:25 per un top age-group a 3:25 per un finisher sereno. Qualunque sia il tuo livello, l'obiettivo è arrivare in T2 con le gambe per correre una mezza maratona che, come vedremo, non regala un metro di piatto. Se devi scegliere tra 3 minuti guadagnati in bici e 10 persi in corsa, la matematica è semplice.