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Sintesi AI con fonti · 3 min · edizione 2027

Bici a San Juan: veloce all'andata, si paga al ritorno

90 km pianeggianti verso Dorado, ma il vento contrario sul rientro e l'asfalto irregolare decidono la tua gara più del dislivello.

La fotografia del percorso

90 km con 261 m di dislivello ufficiale: sulla carta è una delle frazioni bici più scorrevoli che si possano trovare. Si esce da San Juan e si punta lungo la costa nord verso Dorado, con tratti fronte mare e qualche strappo corto. Niente salite vere: terreno ondulato ma veloce. Nelle proiezioni orientative della scheda, un age-grouper medio chiude intorno a 2h55, un finisher sereno in 3h20, un top age-group sotto le 2h20. Sono stime, non dati ufficiali.

Il vento è il vero dislivello

Diversi race report dei partecipanti segnalano vento forte, soprattutto al rientro verso San Juan. Il copione è il classico dei percorsi costieri: andata aiutata, ritorno pagato. L'errore più comune è leggere 38-40 km/h all'andata, convincersi di essere in giornata di grazia e bruciare watt che mancheranno dopo. Fai il contrario: imposta un target di potenza (o di sforzo percepito, se corri senza misuratore) e tienilo identico nelle due metà. Se all'andata vai forte spendendo poco, incassa e non rilanciare. Al ritorno resta compatto in posizione aerodinamica: contro vento, la posizione vale più dei watt.

Asfalto: tieni margine

Feedback dei partecipanti segnalano asfalto a tratti rovinato. Non è un percorso tecnico, ma buche e rattoppi a 40 km/h fanno danni: borracce espulse, forature, portaborraccia posteriori che ballano. Tre contromisure concrete: copertoncini robusti invece dei più leggeri da crono, pressioni non estreme, e tutto il materiale fissato come per un pavé leggero. Kit foratura completo, e sappilo usare.

Il caldo monta durante la frazione

La bici parte quando l'aria è ancora gestibile, ma le massime medie sono sui 28°C con umidità alta e il sole sale in fretta. La bici è la tua finestra migliore per bere: in corsa, nel caldo della Vecchia San Juan, recuperare liquidi sarà molto più difficile. Per un atleta allenato il principio è semplice: bevi fin dai primi chilometri, con regolarità, senza aspettare la sete. Arrivare in T2 già disidratati è l'errore che i race report citano più spesso come causa del crollo nella mezza.

Gli 800 metri che non ti aspetti

Un coach locale che ha analizzato il percorso segnala circa 800 metri di corsa da e verso la zona cambio bici. Non è un dettaglio: farli scalzi o in scarpe da bici cambia umore e tendini. Valuta un paio di scarpe vecchie da lasciare in zona cambio per quel tratto, e prova in allenamento la sequenza completa: scendere, correre 800 metri con o verso la bici, ripartire.

Cosa fare adesso

  • Test vento: nelle prossime uscite lunghe cerca una giornata ventosa e fai 2x30' allo stesso target di potenza, uno a favore e uno contro. Impara come cambia la velocità a parità di sforzo.
  • Decisione gomme: scegli ora copertoncini robusti e pressione, e falli girare almeno 300 km prima della gara.
  • Prova idrica: simula il piano di idratazione completo in un'uscita calda di 2h30-3h, con la stessa disposizione di borracce che userai in gara.
  • Prova transizione: una volta a settimana chiudi l'uscita con 800 metri di corsa immediata, anche lenta. Il giorno della gara sarà un gesto già visto, non una sorpresa.