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Gare›Ironman Lanzarote›Il giorno della gara

Sintesi AI con fonti · 5 min · edizione 2027

Il giorno X a Lanzarote: cronologia, errori tipici e piano B

Dal check-in della bici all'ultimo finisher prima di mezzanotte: come si sviluppa la giornata e cosa decidere prima che le cose vadano storte.

Una full distance si gioca molto prima dello sparo. A Lanzarote, con vento, caldo e 17 ore di tempo limite, la differenza tra una giornata gestita e una subita sta nelle decisioni prese nei giorni precedenti. Ecco la cronologia e i punti dove si sbaglia.

I giorni prima

  • 3-2 giorni prima: rimonta la bici, provala su strada, verifica i cambi sotto sforzo. Se puoi, fai un tratto del percorso nord in auto o in bici: vedere il tratto Haría–Mirador del Río prima della gara cambia il modo in cui lo affronti.
  • 2 giorni prima: briefing e ritiro pettorale. Nuota a Playa Grande alle condizioni reali: acqua a 18-20 °C, prova l'ingresso e l'uscita dalla spiaggia, perché il formato prevede due giri con uscita a terra nel mezzo.
  • Il giorno prima: check-in della bici e delle sacche. Fotografia la tua postazione e i riferimenti in zona cambio. Poi smetti di camminare: Puerto del Carmen invita a girare, le tue gambe no.
  • Gli orari ufficiali di check-in e briefing per il 2027 non sono ancora disponibili: verifica la guida atleti quando viene pubblicata.

La mattina di gara

Sveglia presto, colazione provata in allenamento, arrivo in zona cambio con margine abbondante: gonfiare le ruote, caricare le borracce, controllare i rapporti. Se dormi fuori da Puerto del Carmen, le strade chiuse sono il primo rischio della giornata: parti prima di quanto pensi serva.

Il nuoto parte da Playa Grande: 3,8 km in due giri da 1,9 km con uscita australiana tra un giro e l'altro. Acqua a 18-20 °C, muta quasi sempre ammessa (limite 24,5 °C). Tempo limite nuoto: 2:20. Se il tuo nuoto è fragile, questo numero va conosciuto a memoria.

La giornata, per fasce

  • Mattina presto: nuoto fresco, baia parzialmente riparata ma con possibile onda lunga. Visibilità 5-10 metri.
  • Mattina e primo pomeriggio: la bici. Vento a favore all'inizio, il muro del nord a metà, ritorno veloce. Già a metà mattina si superano i 25 °C. L'errore numero uno della giornata si commette qui: spingere nei primi 60 km.
  • Pomeriggio: la maratona nelle ore più calde, tre giri sul lungomare, ristori ogni 2-3 km.
  • Sera: il tramonto porta sollievo. Si finisce spesso con la luce che cala; l'ultimo finisher taglia il traguardo poco prima della mezzanotte, entro le 17 ore totali.

Gli errori tipici

1. Partire forte col vento a favore. La velocità gratis dei primi chilometri non è forma, è vento. Si paga al Mirador del Río. 2. Bere a sensazione. Il caldo secco maschera la disidratazione: bevi a piano, non a sete. 3. Ruote troppo alte. Con raffiche a 40-50 km/h laterali, la ruota sbagliata trasforma le discese in sopravvivenza. 4. Improvvisare il raffreddamento in maratona. Ghiaccio e acqua addosso si provano in allenamento, non si inventano al 15° km. 5. Sottovalutare l'uscita australiana. Due ingressi e due uscite dall'acqua fredda: provali prima, costano battiti.

Il piano B, scritto prima

Decidi a tavolino, non in gara:

  • Se il nuoto va lungo (oltre 1:30-1:40 per il tuo livello): la bici resta a potenza di piano, non si recupera in sella.
  • Se il vento è peggio del previsto: abbandona i tempi obiettivo e passa ai watt. Il crono a Lanzarote mente, il powermeter no.
  • Se la maratona crolla: ritmo di sopravvivenza, camminata ai ristori, ghiaccio, e un solo obiettivo: la finish line entro le 17 ore. Qui finire vale più che altrove: per vento, dislivello e caldo i tempi medi sono più alti di quasi tutte le altre full, e il traguardo pesa di conseguenza.

Ultima cosa: nel 2027 la gara compie 35 anni ed entra nella Pro Series. Ci sarà più attenzione, più pubblico, probabilmente più pro in acqua davanti a te. La tua gara però resta la stessa: tu, il vento e il sole.