Sintesi AI con fonti · 4 min · edizione 2027
La frazione bici di Taupo: due giri rolling dove il vento comanda
180 km senza una salita vera, ma senza un metro di riposo: come gestire strappi, dislivello incerto e il vento che sale dal lago.
Due giri da 90 km, zero pause
Il percorso bici è su due giri identici da 90 km. Dalla zona cambio di Kaimanawa Reserve si esce su Rifle Range Road, poi Broadlands Road, la discesa su View Road verso l'Aratiatia Dam, la salita e la svolta su State Highway 5, infine il rientro via Homestead, Halcrow e Vaile Roads. L'asfalto è in condizioni relativamente buone. Non ci sono salite lunghe, ma il terreno è mosso fin dal primo chilometro: strappi, falsi piani, rilanci continui. È il classico percorso che sulla carta sembra veloce e in gara non lo è mai quanto speri.
Quanto dislivello c'è davvero
Qui le fonti divergono, e vale la pena dirlo chiaramente. La pagina ufficiale del percorso indica oggi 1.392 m di D+. Il vecchio tracciato riportava 1.042 m, e i file Garmin storici oscillano tra circa 960 e 1.100 m. Prendi 1.100-1.400 m come forchetta realistica e preparati mentalmente alla fascia alta. Un report del 2017 segnala uno strappo di 1,7 km con punte intorno all'8% nella zona dopo la diga: è l'unico punto dove serve davvero un rapporto agile, ma lo fai due volte.
Il vento è la variabile numero uno
Nei race report il vento dal lago è il fattore più citato, più del dislivello. La zona del giro di boa è flat e molto esposta, e più edizioni segnalano vento contro al ritorno verso Taupo — cioè proprio quando le gambe iniziano a pagare. Il vento è variabile da un'edizione all'altra: non puoi pianificarlo, puoi solo prepararti. Allena la posizione aero in condizioni ventose, con lunghi blocchi tenuti sulle prolunghe anche quando è scomodo. Chi si alza dalla posizione nel tratto esposto regala minuti.
Pacing: watt costanti, non muscoli
Con circa 1.400 m distribuiti su decine di strappi, il rischio non è scoppiare su una salita: è accumulare cento piccole fiammate che ti presentano il conto in maratona. La regola è semplice: watt costanti, non velocità costante. Sugli strappi lascia scendere la velocità, non alzare la potenza oltre il tuo target. Contro vento, idem: non "attaccare" il vento, subiscilo al tuo ritmo. Diversi report descrivono atleti che hanno spinto il primo giro con vento favorevole e si sono ritrovati il secondo giro contro vento e senza benzina.
Rapporti e materiale
Nessuna salita enorme, quindi niente scelte estreme. Ma scegli una cassetta che ti permetta cadenza fluida sullo strappo all'8% senza andare fuori soglia: per molti age-group un 11-30 o 11-32 con compact è più sensato di un rapporto da cronoscalata al contrario. Ruote: con vento variabile e tratti esposti, un profilo medio è più gestibile di un lenticolare se non sei abituato alle raffiche laterali.
Il cut-off e il margine
Il tempo limite bici è 10:30 h cumulative dal via, nuoto e T1 compresi. Se il tuo obiettivo è il finish entro le 17 ore, calcola il budget: un nuoto da 1:40 più transizione ti lascia circa 8:30 per i 180 km. Con vento forte è meno margine di quanto sembri.
Cosa fare adesso
- Test: un lungo di 4-5 ore su percorso mosso, tenendo i watt target su ogni strappo senza mai sforare. Se non riesci, il target è troppo alto.
- Ricognizione: se arrivi qualche giorno prima, percorri in auto o in bici il tratto della SH5 e lo strappo dopo la diga. Sono i punti chiave del giro.
- Decisione: fissa ora due piani di potenza, uno per giornata calma e uno per giornata ventosa. Il giorno della gara scegli, non improvvisi.