Sintesi AI con fonti · 4 min · edizione 2026
180 km nel deserto di San Juan: il vento decide, non le salite
Due giri da 90 km con 745 m di dislivello dichiarati, un buco di 25 km tra i ristori e un cutoff intermedio da rispettare: ecco come affrontarli.
Il quadro in trenta secondi
Due giri da 90 km, 180 km totali. La pagina ufficiale dichiara circa 745 m di dislivello; la guida atleta riporta un dato diverso, probabilmente parziale. Prendete il profilo per quello che è: "rolling", cioè niente salite vere ma nemmeno pianura pura. È la prima edizione sulla distanza full, quindi non esistono tempi di riferimento su questo percorso: i nostri split orientativi vanno da 7:15 per il finisher sereno a 4:55 per il top age-group. Sono stime nostre, non dati ufficiali.
Il vento è l'avversario principale
Si pedala in zona desertica, attorno a un bacino usato abitualmente per windsurf e kitesurf. Dove si fa kite, il vento c'è, e spesso a raffiche. Anche i contenuti dedicati al percorso bici del 70.3 sulla stessa area lo descrivono come veloce ma esposto al vento, capace di fare o disfare la gara. Tradotto: la potenza che esprimete conta meno della capacità di restare aerodinamici e stabili quando arriva la raffica laterale. Cosa fare adesso: inserite uscite lunghe in giornate ventose, in posizione aero, con le ruote che userete in gara. Se non siete certi di gestire un profilo alto con raffiche laterali, un anteriore medio (40-50 mm) è la scelta prudente. Decidetelo in allenamento, non la mattina della gara guardando gli alberi.
Strada: chiusa, ma non subito
Il primo tratto su RP 12 è a chiusura parziale del traffico fino all'incrocio con RP 38; da lì in poi la strada è completamente chiusa. Nel tratto a chiusura parziale tenete la vostra linea e fate attenzione ai mezzi di servizio. È anche il tratto dove, al secondo giro, troverete più traffico di gara e atleti doppiati.
Pacing su due giri
La regola classica vale doppio su un percorso ventoso: primo giro in controllo, secondo giro uguale o appena più forte. Con il vento ragionate a potenza o a sforzo percepito, mai a velocità: 30 km/h controvento possono costare più di 38 con vento a favore. Segnatevi i tempi di passaggio a metà giro per capire presto se la giornata è veloce o lenta e ricalibrare l'obiettivo senza farvi prendere dal panico.
Ristori: c'è un buco da 25 km
Sette ristori: km 19, 38, 56, 81 (149 al secondo giro), 106, 120, 135. Il tratto critico è tra il km 56 e l'81: 25 km senza rifornimento. Con massime storiche che arrivano a 36 °C, fate i conti: a 30 km/h sono 50 minuti di pedalata. Se in caldo bevete 750-1000 ml l'ora, dovete uscire dal ristoro del km 56 con almeno due borracce piene. Montate un setup da 1,5 litri totali e provatelo prima.
I cutoff non perdonano
Cutoff intermedio al km 125 alle 17:34; cutoff bici totale 10h30. Con partenza age group alle 9:00, fate la matematica prima della gara: se uscite dall'acqua in 1:50 e cambiate in 10 minuti, siete in sella verso le 11:00 e avete circa 6 ore e mezza per 125 km. Fattibile per quasi tutti, ma una doppia foratura o una crisi nel vento erode il margine in fretta. Chi viaggia su medie basse dovrebbe entrare presto nella rolling start e non attardarsi ai ristori.
La lista delle cose da fare
- Due o tre uscite lunghe in aero con vento, con le ruote da gara.
- Definire il setup idrico per coprire 25 km in autonomia.
- Simulare il secondo giro: uscita da 140-160 km con la seconda metà a intensità gara.
- Calcolare i propri orari di passaggio al km 125 su tre scenari: buono, medio, cattivo.
Non c'è storico su questo percorso: chi arriva con un piano scritto parte avvantaggiato su chi improvvisa.