Sintesi AI con fonti · 4 min · edizione 2027
La bici a Vitoria-Gasteiz: tre giri nell'Álava che decidono la tua gara
180 km su tre giri da circa 60 km, salite ripetute e discese lunghe: come dosare lo sforzo per arrivare alla maratona con le gambe.
Il percorso in numeri
La frazione bici dell'IRONMAN di Vitoria-Gasteiz è su tre giri da circa 60 km, per un totale di 180 km. Una scheda indica 1.166 m di dislivello positivo complessivo; la scheda gara riporta circa 1.300 m. Le fonti divergono: prendi 1.200-1.300 m come riferimento prudente e verifica la mappa ufficiale 2027. Non è un percorso da record, ma nemmeno piatto: la difficoltà sta nella ripetizione.
Si pedala tra villaggi e campagna dell'Álava, con tratti che toccano il Cammino di Santiago. Una scheda parla di una salita impegnativa ogni 50 km circa: tradotto, almeno una rampa seria per giro, più strappi minori. Dopo ogni salita arrivano discese lunghe dove si recupera e si rilancia.
Perché il terzo giro è il punto chiave
Con un formato a tre giri l'errore classico è spendere troppo nei primi 60 km, quando le gambe sono fresche e il gruppo intorno spinge. Il conto arriva al terzo giro, con il caldo di luglio che sale: possibili picchi sopra i 30 °C secondo i dati indicativi della zona. Se il terzo giro diventa sopravvivenza, la maratona è compromessa prima di iniziare.
Piano operativo:
- Primo giro controllato. Nelle salite iniziali resta sotto il tuo ritmo gara. Devi uscirne con la sensazione di aver trattenuto.
- Secondo giro a ritmo. Qui costruisci il tempo, con potenza costante e non a strappi.
- Terzo giro: gestione. Idratazione piena, cibo regolare, salite sedute dove possibile. L'obiettivo è scendere dalla bici pronto a correre.
Se usi un misuratore di potenza, imposta un tetto sulle salite e rispettalo dal primo chilometro. Se vai a sensazione, la regola è semplice: in salita devi riuscire a respirare col naso nei primi due giri.
Materiale: salita prima dell'aerodinamica estrema
Le schede consigliano una bici con buona resa in salita e ruote non troppo alte. Ha senso: con salite ripetute e discese lunghe, un profilo medio (40-60 mm) dà più controllo di un lenticolare o di profili estremi, soprattutto se le discese sono veloci. Sui rapporti, non avere paura di montare una cassetta generosa: salire agili a cadenza alta costa meno alle gambe che macinare rapporti duri per tre giri.
Cose da decidere adesso, non in settimana gara:
- Cassetta e corona: provale su un lungo con 1.200-1.300 m D+.
- Posizione: quanta parte del percorso riesci davvero a stare in prolunghe? Sui tratti mossi, meno di quanto pensi.
- Borracce e portaborracce: col caldo ti servirà capienza tra un ristoro e l'altro.
Come allenarla
Il formato è replicabile in allenamento: cerca un circuito con una salita da 5-10 minuti e ripetilo. Un test utile a 6-8 settimane dalla gara: 3 blocchi da 60-90 minuti a ritmo gara con salite dentro ogni blocco, poi 20-30 minuti di corsa in progressione. Se il terzo blocco crolla, il tuo ritmo gara è troppo alto.
Per chi tifa
Un punto citato dalle schede per gli spettatori è Ilárraza, dove gli atleti passano due volte. Con tre giri, chi ti segue ti vede più volte senza spostarsi: concorda in anticipo dove sarà, così non lo cerchi con gli occhi a ogni passaggio.
La decisione da prendere
Fissa ora il tuo split bici realistico. Come riferimento: 7:00 per un finisher sereno, 6:10 per il sub 12, 5:40 per il sub 11, 5:15 per il sub 10. Poi lavora a ritroso: se il tuo lungo attuale non regge quel ritmo su percorso mosso, abbassa l'obiettivo o alza il volume. Su questo percorso, la bici onesta è quella che ti lascia correre.