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AI-sammenfatning med kilder · 3 min · udgave 2027

La bici a Málaga 70.3: piatta, veloce, e proprio per questo pericolosa

90 km costieri su strade chiuse con 250 m di dislivello: il vento e la disciplina decidono più delle gambe.

Il percorso in breve

90 km, giro unico, strade completamente chiuse al traffico. Dal Paseo del Parque si punta a est lungo la costa: Rincón de la Victoria, Vélez-Málaga, Algarrobo, fino a Torrox, poi rientro verso Málaga. Sul dislivello le fonti divergono: la pagina ufficiale dichiara +250 m, la pagina percorso cita anche 225 m, una fonte terza stima 290 m. La sostanza non cambia: percorso piatto e veloce, senza salite vere. Qui non si fa selezione in salita. Si fa selezione con la testa.

Il vento decide la tua gara

Percorso costiero, andata e ritorno sulla stessa direttrice. Significa una cosa sola: se hai vento a favore all'andata, lo avrai contro al ritorno. Una metà del giro può essere molto più lenta dell'altra. L'errore classico è leggere 38 km/h all'andata, convincersi di essere in giornata di grazia e bruciare watt che servivano al ritorno. Cosa fare: la mattina della gara osserva bandiere e palme prima di partire. Se l'andata vola, tieni margine. Valuta lo sforzo a metà giro, non la velocità media.

Dossi, fondo stradale e tratti urbani

Un partecipante dell'edizione 2026 ha segnalato molti dossi e ostacoli stradali, circa 40, e strade allagate il giorno di gara. È un'opinione singola e non verificata, ma è coerente con i tratti urbani costieri: attraversamenti rialzati e rotonde non mancano mai. Cosa fare: se arrivi qualche giorno prima, percorri in auto o in bici i tratti urbani e memorizza i punti critici. In gara: mani sulle leve nei centri abitati, borracce ben fissate (i dossi le espellono), niente posizione in prolunga nei passaggi tecnici. Un portaborraccia posteriore che perde la borraccia al km 20 ti costa la strategia nutrizionale, non solo trenta secondi.

Pacing: fissa un tetto e rispettalo

Con +250 m su 90 km non c'è nessun tratto che ti obblighi a rallentare. È proprio questo il problema: sul piatto si va fuori soglia senza accorgersene, perché la velocità gratifica. La mezza maratona piatta che segue punisce chi esagera: 21 km sulla Malagueta non perdonano quadricipiti cotti. Cosa fare: fissa un tetto di potenza o di sforzo percepito prima della gara e non superarlo mai nei primi 45 km. Se usi il misuratore di potenza, ragiona su potenza normalizzata, non su velocità. Se vai a sensazioni, la regola è semplice: a metà bici devi sentirti in grado di rifare tutto il giro una seconda volta.

Materiale: scelte concrete

Ruote: con vento costiero possibile, un profilo medio è il compromesso ragionevole per la maggior parte degli age-group; profili molto alti o disco posteriore hanno senso solo se li gestisci bene con raffiche laterali. Rapporti: con 250 m di dislivello la tua configurazione da pianura va benissimo, non servono rapporti da salita. Gomme: vista la segnalazione su dossi e possibile asfalto bagnato, privilegia sezioni più generose e pressioni non esagerate rispetto al setup da cronometro perfetto.

Cosa fare adesso

  • Allena blocchi lunghi in posizione aerodinamica a potenza costante: questo percorso è un esercizio di disciplina, non di esplosività.
  • Fai almeno un'uscita lunga con vento forte per tarare le sensazioni controvento e capire quanto ti costa davvero.
  • Testa il tuo tetto di potenza in una simulazione: 90 km al target, poi 10 km di corsa a ritmo gara. Se la corsa tiene, il tetto è giusto. Se crolli, abbassalo e riprova.