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La maratona di Thun: piatta sulla carta, insidiosa sotto i piedi
42,4 km su tre giri con soli 22 m di dislivello, ma fondo misto tra asfalto, sterrato e ciottoli: la scelta delle scarpe e la gestione dei ristori fanno la differenza.
Il percorso: tre giri nel cuore di Thun
La corsa misura 42,4 km su tre giri attorno al lago e nel centro città: lungolago, zona evento, Schadaupark, ponte Scherzligschleuse, con un passaggio dalla pista di atletica locale a ogni giro. Il dislivello totale è di appena 22 m, con una sola piccola salita in città. Sulla carta, una maratona da personale.
La realtà è più sfumata. Il fondo è misto: asfalto, ma anche parecchio sterrato e ciottoli. Dopo 180 km di bici con 2.000 e passa metri di dislivello, gli appoggi su fondo irregolare diventano un fattore reale, soprattutto negli ultimi due giri quando la tecnica di corsa degrada.
Scarpe: la decisione da prendere ora
Scegli scarpe collaudate su fondi irregolari. Le super-scarpe con piastra molto rigida e suola alta rendono al massimo su asfalto liscio; su ciottoli e sterrato possono diventare instabili quando sei stanco. Non è detto che siano la scelta sbagliata, ma devi testarle su un fondo simile in allenamento, in condizioni di affaticamento, prima di deciderlo. Se non hai modo di testare, una scarpa veloce ma stabile è la scelta più prudente.
Caldo e ristori: tre passaggi, un piano
Il formato a tre giri ha un vantaggio enorme: passi più volte dagli stessi ristori e puoi pianificare con precisione. I ristori sono ben forniti: ghiaccio, docce fredde, Coca, brodo. Con massime medie di 27 °C e precedenti di caldo intenso (punte di 36 °C in bici nel 2023), il raffreddamento conta: ghiaccio nel body e docce fredde a ogni giro se le temperature salgono.
Un avvertimento concreto: un race report segnala crampi gastrointestinali per eccessi ai ristori. Tre giri significano tanti passaggi e tanta tentazione. Non trattare i ristori come un buffet: decidi prima cosa prendi e dove, e limita gli esperimenti — soprattutto con il brodo, se non l'hai mai usato in gara.
Pacing su tre giri
La struttura a giri aiuta mentalmente ma inganna sul ritmo. Schema semplice:
- Giro 1: deliberatamente controllato. Se il ritmo ti sembra facile, è quello giusto. La piccola salita in città va corsa corta e leggera, non attaccata.
- Giro 2: il giro della verità. Mantieni il ritmo e verifica la risposta su sterrato e ciottoli: se gli appoggi iniziano a sporcare, accorcia il passo.
- Giro 3: qui si incassa quello che hai risparmiato. Il pubblico in centro e il passaggio in pista aiutano.
Come riferimento orientativo (stime, non dati ufficiali): un finisher sereno chiude la maratona intorno a 5:00, un obiettivo medio intorno a 4:20, un atleta veloce intorno a 3:45.
Cosa fare in preparazione
Tre azioni concrete:
1. Inserisci almeno due lunghi di corsa su fondo misto (asfalto + sterrato + pavé o ciottoli se disponibili) con le scarpe che userai in gara. 2. Prova il tuo protocollo caldo in allenamento: ghiaccio, acqua addosso, ritmo adattato. Non improvvisarlo in gara. 3. Scrivi il piano ristori per giro: cosa prendi, cosa salti. Portalo a memoria.
La maratona di Thun premia chi arriva con gambe gestite in bici e chi non si fa fregare dal fondo e dai ristori. Il percorso piatto il resto lo regala da solo.