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Sintesi AI con fonti · 4 min · edizione 2026

La bici di Mossel Bay: 90 km dichiarati, ~1.020 m di dislivello e un vento che decide le ruote

Un solo giro andata-ritorno su R102/N2 e R327: come gestire watt, rapporti e raffiche oceaniche senza arrivare alla corsa con le gambe vuote.

Cosa ti aspetta davvero

La frazione bici è un unico giro out-and-back: si esce da Mossel Bay sulla Louis Fourie R102, si prosegue sulla N2 a doppia carreggiata e si svolta sulla R327 a carreggiata singola, prima del ritorno sullo stesso tracciato. La pagina ufficiale del percorso misura 87,4 km, non 90 tondi. Sul dislivello le fonti divergono: il testo ufficiale parla di circa 1.020 m, ma altre misurazioni oscillano tra 987 e 1.283 m. Prendi 1.000-1.100 m come riferimento di lavoro. Punto più alto 338 m, tratto più ripido intorno al 9,1%.

Non è una frazione tecnica: niente discese da specialisti, niente muri. È una frazione di gestione. Salite lunghe e pedalabili, pianoro esposto, ritorno che dipende quasi interamente dal vento.

Il vento è il vero avversario

L'organizzazione lo dice nero su bianco nella guida atleti: una ruota lenticolare può diventare difficile da gestire a seconda di direzione e intensità del vento. Diversi race report parlano di vento oceanico significativo, in alcuni casi frontale per lunghi tratti. Non è un dettaglio: su 87 km esposti, un vento laterale con lenticolare può costarti energia nervosa e muscolare che pagherai sui tre giri della corsa.

Cosa fare: porta due set di ruote se puoi — profilo medio (40-60 mm) come opzione base, lenticolare solo se le previsioni delle 48 ore prima sono chiaramente favorevoli. Decidi dopo il briefing, non prima di partire da casa. Se hai un solo set, il profilo medio è la scelta che non ti tradisce.

Rapporti e pacing

Con ~1.000 m di dislivello e pendenze fino al 9%, il rapporto giusto conta più del peso della bici. Compact (50/34) con cassetta 11-30 o 11-32 è la configurazione sensata per la maggior parte degli age group. Se giri con 53/39 e 11-25, cambia qualcosa.

Sul pacing la regola è una: tieni margine nei primi 45 km. L'andata contiene gran parte della salita e la tentazione di spingere sulle rampe è forte, soprattutto con gruppi che si formano sulla doppia carreggiata. Chi brucia watt in salita qui paga due volte: sul ritorno se il vento gira, e sulla mezza collinare che segue. Per un atleta medio, restare sotto il 75-78% dell'FTP nelle salite lunghe è un buon vincolo; usa i tre ristori (~22,4 / 44 / 60 km) come checkpoint per bere e fare il punto sui numeri.

Cancelli orari: fai i conti prima

Il cutoff bici è a 5h30 di gara totale, ma attenzione ai cancelli intermedi: Uitkyk al km 43,8 entro le 10:50 e Reed Valley al km 73 entro le 12:15 (dati dell'edizione 2024, da verificare sulla guida 2026). Se sei un finisher al limite, questi orari dipendono anche dal tuo orario di partenza nel rolling start: calcola i tuoi passaggi con un nuoto prudente e transizioni lente, non con lo scenario ottimista.

Il test da fare in preparazione

Simula il profilo: un'uscita di 85-90 km con 1.000 m di dislivello distribuiti su salite pedalabili, seguita da 20-30 minuti di corsa su percorso ondulato. Fallo almeno due volte negli ultimi due mesi, una volta con vento. Se sui saliscendi finali della corsa simulata crolli, il problema non è la corsa: è come hai pedalato. Meglio scoprirlo in allenamento che al secondo giro della mezza.

Decisione da portare a casa

Tre scelte da chiudere prima della gara: rapporti (compact o cassetta larga), ruote (profilo medio di default, lenticolare solo con meteo favorevole dopo il briefing), tetto di watt per le salite dell'andata. Scrivile e rispettale: su questo percorso la bici veloce è quella che ti lascia correre.