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Sintesi AI con fonti · 4 min · edizione 2026

La run di Phu Quoc: piatta sulla carta, durissima nel termometro

Due giri sul lungomare con 16 metri di dislivello: l'avversario non è il percorso, sono i 32 °C di metà giornata.

Il percorso

20,9 km in due giri lungo il fronte mare, dislivello ufficiale 16 m. Tradotto: una delle frazioni run più piatte che puoi trovare su un half. Niente salite, niente discese che spezzano il ritmo, arrivo scenografico in riva al mare. Il percorso a due giri ha un vantaggio concreto: al secondo giro sai esattamente cosa ti aspetta, dove sono i ristori, dove c'è ombra (se c'è) e dove tira il vento.

Il vero avversario: 32 °C e umidità tropicale

La gara si corre a novembre, ma siamo nel Golfo di Thailandia: massime attese fino a 32 °C, minime sui 26 °C, clima caldo-umido. Quando inizi la run, con ogni probabilità, sei nella parte più calda della giornata. Race report delle edizioni passate descrivono caldo e umidità come i tratti distintivi della gara.

Su un percorso piatto non hai alibi altimetrici, ma nemmeno tregue: nessuna discesa dove recuperare, nessuna salita che ti obbliga a rallentare. Il ritmo lo decidi tu, e col caldo la tentazione di partire al passo "da percorso piatto" è l'errore numero uno.

Pacing: negativo o niente

La strategia corretta qui è il pacing negativo: primo giro controllato, secondo giro — se il corpo risponde — in progressione.

  • Primi 3-5 km: parti 10-15"/km più lento del tuo ritmo obiettivo. Il corpo esce dalla bici e deve assestarsi, e il caldo accumula danno in silenzio.
  • Km 5-15: ritmo obiettivo, ma solo se la frequenza cardiaca resta dove deve stare. Col caldo, fidati più del cardio e delle sensazioni che del passo al km.
  • Ultimi 5 km: qui spendi quello che hai risparmiato. Chi ha gestito, sorpassa. Chi ha strafatto, cammina.

Raffreddamento: la disciplina nascosta

Su due giri piatti sul lungomare, la differenza la fa chi si raffredda meglio, non chi parte più forte. A ogni ristoro:

  • Ghiaccio nel body (davanti e dietro, se disponibile).
  • Acqua in testa e sulla nuca, non solo in bocca.
  • Spugne tenute addosso tra un ristoro e l'altro.

Attenzione: la spaziatura esatta dei ristori non risulta pubblicata nelle fonti consultate. Verifica la guida atleti ufficiale quando esce e costruisci il piano idrico su quella. Nel dubbio, non saltare mai un ristoro: a 32 °C non si recupera un deficit, si subisce.

Idratazione: decidi i numeri prima

Niente improvvisazione: definisci in allenamento quanti ml e quanti mg di sodio all'ora ti servono in condizioni calde, e arrivaci con un piano già collaudato. Se ti alleni in un clima fresco, le 2-3 settimane prima della gara servono per l'acclimatamento: sessioni al caldo (o con strati extra, con buon senso) per insegnare al corpo a sudare in modo efficiente.

Test da fare prima di partire

1. Brick al caldo: bici a intensità gara + 40-60' di corsa nelle ore calde. Misura la deriva cardiaca. 2. Prova il raffreddamento: ghiaccio nel body e acqua addosso in allenamento. Sembrano dettagli, ma scarpe zuppe e body ghiacciato vanno testati, non scoperti in gara. 3. Definisci due ritmi: quello dei giorni buoni e quello del piano B. Se all'uscita di T2 il termometro dice 32 °C, il piano B è il piano A.

La run di Phu Quoc è onesta: nessuna sorpresa altimetrica, tutto dipende da come gestisci il motore termico. Chi arriva al secondo giro con margine, fa una grande gara. Chi arriva al secondo giro al limite, lo finisce camminando.