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Sintesi AI con fonti · 4 min · edizione 2027

La corsa: tre giri nel centro di San Salvador, con caldo vero

21,1 km con 180 m di dislivello, poca ombra e temperature intorno ai 30°C: qui la gara si vince o si perde ai ristori.

Il percorso

Tre giri urbani nel centro storico di San Salvador: 21,1 km con circa 180 m di dislivello totale (591 piedi, dato ufficiale). Non è una mezza piatta. Un race report dell'edizione 2026 parla di circa 200 m di dislivello sulla corsa e definisce la gara nel complesso molto difficile. Il formato a tre giri significa che affronterai le stesse salitelle tre volte, ogni volta più stanco e con la temperatura più alta.

Il lato positivo del circuito urbano: il tifo. I report descrivono un pubblico costante ed energico per tutto il percorso, con l'intero centro storico coinvolto nell'evento. Nell'edizione inaugurale 2026 hanno gareggiato 1.200 atleti da 28 paesi e la città ha risposto. Quando sarai al terzo giro con le gambe pesanti, quel tifo conterà.

Il vero avversario: il caldo

A febbraio le massime tipiche sono intorno ai 30°C. Scenderai dalla bici verso fine mattinata, nelle ore più calde. Il percorso offre poca ombra. Diversi race report del 2026 descrivono la corsa come il momento più duro della gara proprio per la gestione termica.

La buona notizia: nel 2026 i ristori sono stati descritti come ben forniti e continui, con ghiaccio, acqua e spugne disponibili per tutta la gara. Questo ti dà uno strumento concreto. Usalo sistematicamente:

  • Ghiaccio nel body a ogni passaggio, davanti e dietro.
  • Spugne su collo e testa, poi infilale sotto il top sulle spalle.
  • Acqua addosso, non solo in bocca.
  • Bevi a ogni ristoro, anche se non senti sete: con questo caldo la sete arriva in ritardo.

Pacing: il conto arriva al terzo giro

La struttura a tre giri è un test di disciplina. Il primo giro sembrerà facile: gambe fresche dopo la bici, tifo, adrenalina. È una trappola. Il piano:

1. Giro 1: parti 10-15 secondi al km più lento del tuo ritmo obiettivo. Valuta come rispondi al caldo. Prendi confidenza con le salitelle. 2. Giro 2: assesta il ritmo. Se stai bene, portati sul passo obiettivo. Continua il raffreddamento a ogni ristoro senza saltarne uno. 3. Giro 3: qui si decide tutto. Se hai gestito, puoi chiudere forte; se hai esagerato nei primi due giri, il caldo presenta il conto proprio qui.

I tempi orientativi della scheda (stime nostre, non ufficiali): 2:40 per un finisher sereno, 2:15 per un obiettivo medio, 1:55 per chi va forte. Rispetto a una mezza piatta in clima fresco, metti in conto 10-20 minuti in più.

Come prepararla

  • Acclimatamento al caldo: se ti alleni in inverno europeo, le ultime settimane prima della gara sono critiche. Corse con strati extra, sauna post-allenamento se la usi già, o arrivo anticipato a San Salvador di qualche giorno. Senza acclimatamento, i 30°C di febbraio ti costeranno cari.
  • Lavoro su saliscendi: inserisci nelle corse lunghe tratti con cambi di pendenza e di ritmo. I 180 m di dislivello non sono una montagna, ma su tre giri spezzano il ritmo di chi è abituato solo al piatto.
  • Prova del raffreddamento: in almeno un allenamento lungo, simula l'uso di acqua e ghiaccio addosso. Scoprirai se le scarpe bagnate ti creano vesciche e come risponde il tuo body.

La decisione da prendere

Definisci prima della gara un ritmo massimo per il primo giro e rispettalo, qualunque cosa dicano le gambe. E decidi il piano B: se al secondo giro la frequenza cardiaca sale oltre soglia a ritmo facile, passa a camminare i ristori e le salite. A San Salvador finire bene vale più di dieci minuti risparmiati sulla carta.