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Sintesi AI con fonti · 3 min · edizione 2027

La maratona di Da Nang: 42 metri di dislivello e un forno a cielo aperto

Quattro giri piattissimi lungo la spiaggia: qui la gara si decide, e si decide sulla gestione del caldo, non sul ritmo.

Il percorso

42,195 km su quattro giri out-and-back sulla Vo Nguyen Giap, la strada lungo la spiaggia, con arrivo al Bien Dong Park. Dislivello totale: 42 metri. Più piatto di così non esiste. I quattro giri hanno un vantaggio concreto: pubblico frequente, ristori ravvicinati, famiglia e supporter che ti vedono otto volte senza spostarsi.

Ma non farti ingannare dal profilo. È qui che la gara si decide.

Il caldo è l'avversario

I dati ufficiali parlano di aria fino a 34 °C di massima media e minima a 26 °C. I report dalla stessa zona descrivono, sulla corsa, temperature percepite di 35-40 °C, umidità estrema e poca ombra: lungo la Vo Nguyen Giap ci sono solo alberi bassi, che coprono poco nelle ore centrali.

Tradotto: anche un ritmo che in Europa terresti senza problemi qui può diventare insostenibile dopo 15 km. Diversi race report dal 70.3 sulla stessa costa segnalano che la corsa è il punto dove gli age-group pagano di più.

Pacing: conservativo per scelta, non per paura

Strategia obbligata, non opzionale:

  • Primi due giri (21 km): ritmo deliberatamente conservativo, sotto quello che senti di poter tenere. Con questo caldo la deriva cardiaca arriva comunque; il margine che lasci all'inizio è quello che ti tiene in corsa dal km 25 in poi.
  • Terzo giro: valuta. Se la frequenza cardiaca è sotto controllo e lo stomaco funziona, puoi stabilizzare.
  • Quarto giro: qui si raccoglie. Chi è partito piano supera; chi è partito forte cammina.

Usa i quattro giri come blocchi mentali: non pensare a 42 km, pensa al prossimo passaggio al parco. Spezzare la distanza in segmenti da 10,5 km è una delle poche cose che rendono gestibile una maratona a queste temperature.

Raffreddamento attivo: parte del piano gara

A Da Nang il raffreddamento non è un extra, è una frazione della gara al pari di nuoto, bici e corsa. A ogni ristoro:

  • Ghiaccio nel body: davanti e dietro, sul collo, nei polsini se li usi.
  • Acqua in testa e sul corpo: ogni ristoro, senza eccezioni, anche quando ti senti bene.
  • Spugne: tienile e strizzale tra un ristoro e l'altro.

Attenzione alle scarpe: con acqua e ghiaccio addosso per quattro ore, i piedi si bagnano. Testa in allenamento calze e scarpe in condizioni di bagnato prolungato, o le vesciche al km 30 diventano un problema vero.

Idratazione e sodio

Con questo clima il fabbisogno di liquidi e sali sale molto. Non esiste una quantità giusta universale: esiste il tuo piano, con numeri per ora, testato nei lunghi in condizioni calde. Se lo stomaco si chiude — succede spesso con il caldo — rallenta prima, bevi a piccoli sorsi, e usa i ristori frequenti dei quattro giri come rete di sicurezza.

Come prepararla

Tre cose da fare nelle settimane prima:

1. Heat training: 2-3 settimane di protocollo (sauna post-allenamento, rulli vestito) oppure arrivo anticipato in Vietnam per acclimatarti sul posto. 2. Lunghi nelle ore calde: almeno due o tre corse lunghe nelle condizioni più calde che trovi, per calibrare ritmo e sudorazione. 3. Prova generale del raffreddamento: corri almeno una volta bagnandoti sistematicamente, per capire come reagiscono pelle, scarpe e abbigliamento.

La decisione da prendere

Fissa ora il tuo ritmo dei primi due giri: prendi il passo maratona che faresti in condizioni fresche e aggiungi un margine onesto. Scrivilo sul manubrio o sul braccio. Il giorno della gara, con l'adrenalina e il percorso piatto, il tuo cervello proverà a convincerti che puoi andare più forte. A 35 °C percepiti, non puoi.